14.1.12

Artikulation - Homage à Gyorgy Ligeti


Man Ray, Rayograph, 1922


Estate in vitro.

Prima,
bolle roventi d'asfalto
nella manutenzione delle strade

poi un urlo contralto
che a intermittenza
le invade.

Abituato già ai quadri neri
del museo notturno,
al gorgoglio sanguigno
su fondi di arteria

Ecco stringhe
incandescenti di materia
scorciatoie nella densità del tempo.

Segue un tentativo mimetico
una sintesi vocale:
c'è quasi da illudersi
che sia ombra di parola
l'improvviso schiudersi
di un fiore cinetico

come l'aprirsi della gola.




31.12.11

Il Dio Ra - Inno Hertziano


In coda a una breve trasmissione
Giungono oltre oceano
Le ultime mie frasi:
Gracchiando si ricreano

Nell'intimità di una confessione
Di una piccola grata intarsiata,
Bella e ridicola modernità
Che eccede in decorazione.

Ti parrà il pensiero di Dio
che appare ai profeti
Sulle alture testamentarie
La mia voce impietosa,
senza bocca,
Ignara della tua presenza,
Sorda, cieca, imperativa
Presaga del futuro

E ti stupirà l'oracolo che si avvera
Quando, come predetto,
Inizieranno all'ora stabilita
I programmi della sera.

Ma tu sei atea e razionale:
Farai tacere Dio, l'etere,
E la nebbia di interferenze che lo popola

Se stanca di arpe
E di musiche fruscianti
Girerai fino in fondo
La manopola.
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26.12.11

Habitat (The Scientist)


Toglierai il grosso con le mani

in principio.


Se non ti parrà abbastanza.

forzerai la corrente

dentro setacci più fini

stoffe di trama fitta

filtri di particelle

infinitesimali.


Quando avrai raffinato

bollito

esausto

purificato le parti

vitali del miscuglio


guarda infine:

sarò oceano distillato

massa omogenea e limpida


l'habitat disabitato

di una specie estinta.

3.12.11

Ad un'amica in viaggio

A te si dovrebbe scrivere
con la grana grossa
di alfabeti infantili,

con le lettere deformi ed espressive,
e il vizio di mettere il sorriso
agli oggetti inanimati.

Si dovrebbe scrivere
con la determinazione del farti piacere
nel non trovare errori,
del tenere al guinzaglio
la penna che scappa:

si dovrebbe scrivere
quando volerti bene
è più difficile da scrivere
che da fare,
e l'affetto sfida
la cortesia dei pronomi.

Maestra, ti voglio bene:
tra soli ovali e strisce irregolari di cielo,
ora volevo essere bambino
infetto di fantasie e paradisi,
dove mi avrebbero detto saresti arrivata,
con questo foglietto spiegazzato
ancora stretto nelle mani.

(A Concetta, amica, collega ed essere umano irripetibile).
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20.11.11

Army Of Me - Sonetto per i 31 anni

Army of me

In me talvolta spio:
C'è più di un inquilino,
L'uno all'altro vicino,
Isotopi dell'io.

Ognuno ha un tratto mio:
C'è un me nero e uno albino
Me vecchio e me bambino
Me diavolo, me dio,

Il me equo e il me che sbaglia
Chi è sicuro di sé
E chi è fragile paglia.

Ma tutti contro me
Si schierano in battaglia
Gli eserciti dei me BlogBooster-The most productive way for mobile blogging. BlogBooster is a multi-service blog editor for iPhone, Android, WebOs and your desktop

6.11.11

Umano, poco umano - L'epifania della realtà nello stereotipo della cronanca

Nell'antico teatro greco, tutti i tragediografi erano tenuti a rispettare una regola fondamentale, alla base della missione educativa affidata a questa forma d'arte: gli atti di violenza, di crudeltà, di efferatezza, che pure erano il motore dell'azione, non dovevano mai avere rappresentazione diretta sul palcoscenico. Avvenivano nello spazio immaginario delle quinte, e giungevano semmai al pubblico tramite le parole di uno o più personaggi. Una tradizione etimologica (sebbene non rigorosa) ricollega proprio a questa caratteristica del teatro antico la radice della parola "osceno", nel senso di "ciò che avviene fuori dalla scena", escluso alla vista, protetto da una forma di pudore del dolore che, probabilmente, non sappiamo più riconoscere.


Scrivere di mercificazione del dolore, di strumentalizzazione del dramma, di compravendita delle lacrime in un epoca che ha canonizzato come inconveniente funzionale dell'informazione l'identificazione tra cronaca e voyeurismo, mi farà certamente apparire come un vecchio e forse un po' banalotto moralista, uno che si ostina a non capire come va il mondo e a brandire desuete scale di valori. Eppure, talvolta, ci si ritrova di fronte a certi eventi che scuotono nel profondo l'avvizzita assuefazione alle forme di manifestazione di dolore televisivo, anche in un contesto etico svilito e martoriato dall'Avetranesimo.


E' successo sabato scorso, nell'edizione delle 13:30 del Tg2: tra i tanti servizi dedicati al disastro di Genova, viene proposta un'intervista di Daniela Orsello ad un adolescente, poco più che bambino, salvatosi miracolosamente dall'alluvione, ma che nella tragedia ha perso la madre. Il paradigma classico della cronaca insensibile e irrispettosa, quella che, per intenderci, chiede candidamente alle vittime di immani tragedie come si sentono, viene di gran lunga superato nei pochi minuti dell'intervista: si chiede al bambino "Hai avuto paura di morire?", o "Dov'era tua madre?", costringendolo a ricostruire momenti di sofferenza atroce, finché il piccolo non scoppia in lacrime. Ed io insieme a lui.


L'indignazione della rete ha costretto poi Masi, direttore della testata, a diramare nell'edizione delle 20:30 un messaggio di scuse per aver urtato la sensibilità del pubblico. Non è tuttavia al solo pubblico che tali scuse andavano fatte, ma al ragazzo, violato nella sua sofferenza quando più era indifeso. Poco importa che la famiglia avesse acconsentito alle riprese (quale lucidità si può avere nel pieno di una tragedia che ti ha tolto tutto?), né, come ha dichiarato la Orsello, che l'intervista non fosse stata cercata di proposito: si è comunque approfittato della fragilità di un innocente, che lo si sia fatto per maligna volontà o, ancor peggio, senza rendersene conto, dominati da una cieca insensibilità.


Ho pianto anche io, dicevo poche righe fa. Se un senso vogliamo dare al pianto disperato di quel bambino, ora che è stato ormai esposto, portato a forza in scena, vorrei fosse l'averci liberato, almeno per un istante, dal patetismo meccanico della tv del dolore, dalle prefiche dei salotti pomeridiani, restituendoci la commozione autentica ed empatica, l'epifania dell'umano in mezzo ai denti aguzzi degli sciacalli.

31.10.11

Sigle anni '80 "#Renzi la strega"

Simpatico e carino
È proprio un fiorentino

(oh oh Renzi Re)

Non si direbbe in giro
Ma sembra un pidiellino

(oh oh Renzi Re)

Lo sguardo è sempre acuto
E parla con lo sputo

(oh oh Renzi Re)

Anche se lui è sincero
A volte fa paura
Perché

Renzi è una strega con la gorgia
E di sinistra sai
Ma con Bersani non ci parla mai
Sa usare varie ideologie
Per fare mille e più follie

Renzi è una strega coraggiosa
Non si piega mai
Va a cena ad Arcore dal nano sai
Anche se adesso è di sinistra
Potrebbe essere una svista
Perché
Renzi una strega è.

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11.10.11

Playlist P4C Speciale Tranströmer 11/10/2011

Plaid - Hydrosphere
Night Gallery - Constant Stuggle
Bat For Lashes - Daniel
Telepop Music - Breathe
Moby - My Weakness
Dave Gahan - It's All A Lie
Apparat - You Don't Know Me
White Car - Not Right
Bjork - Crystalline
Poéme Electronique - Rendez-Vous
Massive Attack - Exchange
Everything But The Girl - Walking Wounded
Laurie Anderson - Love Among The Sailors BlogBooster-The most productive way for mobile blogging. BlogBooster is a multi-service blog editor for iPhone, Android, WebOs and your desktop

10.7.11

I Paparadossi

Ricco che predica la povertà,
combatte l'Aids senza preservativo
e se un prete coi bimbi fa il lascivo
come un mafioso impone l'omertà.

La colpa dà all'omosessualità
d'ogni cosa, e senza alcun motivo,
ma se è ver che ogni omofobo è passivo
ho dubbi sulla sua sessualità.

Diffonde la speranza ovunque vada
portando la parola del Signor
in Africa, nell'Asia e nel Nevada

l'esempio suo di fede è sì il miglior
non fosse per le scarpe rosse Prada
e per i soldi sporchi dello Ior. BlogBooster-The most productive way for mobile blogging. BlogBooster is a multi-service blog editor for iPhone, Android, WebOs and your desktop

20.5.11

#MorattiQuotes - il Sonetto

Se vince Pisapia al ballottaggio
arriverà la droga nel palazzo,
andranno tutti a trans come Marrazzo
ed i bambini diverran foraggio.

Se vince Pisapia al ballottaggio
darete la città in mano a un pazzo,
nessuno bacerà più a Priapo il cazzo:
voi lo votate? Con quale coraggio?

Se vince Pisapia quest'elezione
Il vostro pasto non sarà più lauto:
soffrirete di fame e privazione

e ognun dovrà girare stando cauto
se non volete nella distrazione
che il Soviet vi sottragga pure l'auto.